Bandiera Italia Marina Militare

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La bandiera della Marina Militare Italiana è costituita dal tricolore con al centro lo stemma della MM, le Repubbliche Marinare e una corona turrita e rostrata.

Bandiera della Marina Militare Italiana

Ratio: 2:3
FIAV: [22] A terra e per mare, per i civili e per lo Stato.
22

➤ Impiego e utilizzo della bandiera della Marina Militare Italiana

Per l’impiego in mare della Marina Militare nella versione ristilizzata e valida dal 26/12/2012. In precedenza dal 30/11/1947 la bandiera della Marina Militare aveva sempre gli elementi marziali, ma nello stesso stile che è ritrovabile nell’attuale bandiera della marina mercantile italiana. Notare che per l’impiego in mare, a secondo dell’utilizzo, la fascia centrale bianca, ospita un segno diverso.

➤ Il blasone del vessillo Italia Marina Militare

Nel tricolore sulla fascia bianca, vi è caricato lo stemma delle 4 storiche repubbliche marinare, senza toccare le fasce laterali con degli attributi marziali, che la distinguono dalla bandiera della marina mercantile. 

Partendo da sinistra e procedendo per righe lo scudo inquartato ospita:

  1. Venezia: su fondo rosso il leone di San Marco giallo, passante, alato, nimbato (dotato di aureola) con libro chiuso e la zampa anteriore sinistra poggiata su di esso, quella destra brandente la spada; 
  2. Genova: la croce rossa piana su campo bianco; 
  3. Amalfi: su campo blu la croce bianca ottagona; 
  4. Pisa: su campo rosso la croce bianca pomellata patente (il braccio si allarga) e scorciata (non tocca i bordi). 

Lo scudo ha un bordo che richiama alla memoria la corda, oggetto di uso marittimo. Sopra allo scudo la “corona marittima” turrita, abbellita al centro da un’ancora, affiancata dal rilievo di 2 rostri e ai bordi della corona 2 prue rostrate fedeli riproduzioni delle antiche galee romane.

Bandiera Italia Marina Militare

Bandiera Italia Marina Militare

➤ Il significato della bandiera della Marina Italiana

L’elemento distintivo che doveva essere introdotto per risolvere la questione dell’inopportuna identicità con la bandiera marittima del Messico, avrebbe dovuto palesare la grande tradizione delle storiche marinerie italiane

Furono quindi assemblati in uno stemma inquartato i simboli delle 4 più gloriose repubbliche marinare che solcarono fieramente il Mare Mediterraneo nel II millennio e invece la presenza dei rostri ricorda l’armamento pesante delle antiche galee romane che dominarono per la prima volta nella storia tutto il Mediterraneo assegnandogli perciò il nome di Mare Nostrum. Curiosamente c’è da notare che tutti i simboli che richiamano le città marinare, sono anche simboli religiosi in quanto Venezia ha il leone alato e nimbalto dell’evangelista San Marco e le rimanenti 3 città (Genova, Amalfi e Pisa) hanno la croce il simbolo principe del Cristianesimo dal V secolo. 

➤ Descrizione principale del Tricolore Italiano

Il Tricolore pulito come bandiera di mare dovette essere sostituito da subito, perché al momento della sua introduzione nel 1947, era identico al vessillo che usava allora il Messico e poiché il Messico lo aveva legiferato per primo nel 1865, l’Italia dovette provvedere a cambiare la bandiera di uso marittimo. Poi il Messico per ironia della sorte, lo cambiò inaspettatamente nel 1968. 

La bandiera della Marina Militare a bordo di una nave da guerraLa bandiera della Marina Militare a bordo di una nave da guerra

Per le imbarcazioni militari fu deciso di caricare la fascia centrale bianca di uno scudo diviso in 4 parti riproducenti i simboli legati alle storiche repubbliche marinare: partendo da in alto a sinistra e procedendo per righe, Venezia, Genova, Amalfi e Pisa

Per l’esattezza, come base di partenza per il disegno, fu usato lo stemma della Regia Marina del 1941 però ripulito degli elementi del passato cioè dello scudetto centrale della casa regnante dei Savoia e i 2 fasci laterali del passato regime dittatoriale fascista, con funzione di tenenti. Abitualmente le bandiere degli stati sono solite ospitare uno stemma o un emblema, quello statale, ma nel 1947 la neonata Repubblica Italiana non lo possedeva ancora poiché la ruota dentata e lo stellone sarebbero stati legiferati solo l’anno successivo, cioè nel 1948. 

C’è da ravvisare che della bandiera della Marina Militare è facile imbattersi in 2 versioni somiglianti, ciò perché il 26 dicembre 2012 solamente la Marina Militare modificò lo stile e non la sostanza delle sue insegne come da Foglio d’Ordine numero 52 dello Stato Maggiore Marina del 26 dicembre 2012 all’articolo 3 “Ridefinizione stilistica dello stemma araldico M.M. e della tecnica dei colori della bandiera navale”.  

Per distinguerle basta prendere come pietra di paragone la bandiera della marina mercantile; la bandiera della Marina Militare che assomiglia di più è quella della prima versione valida dal 30 novembre 1947 al 25 dicembre 2012 e di conseguenza l’altra è quella attualmente valida.

➤ Dati tecnici dello stendardo italiano

Nel 2012, è stato incaricato uno dei massimi esperti di araldica militare, Michele D’Andrea, di rivedere lo stemma della Marina. Questo incarico ha portato alla creazione dell’attuale vessillo.

La realizzazione grafica dello stemma è stata eseguita da Alexandra Petrochenko.

La storia della Marina Militare Italiana ha inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando ereditò il patrimonio della Regia Marina. Il potenziamento delle forze navali avvenne grazie all’aiuto degli Stati Uniti, in risposta alla necessità di contrastare l’espansione del Patto di Varsavia.

La missione della Marina Militare comprende una serie di attività, sia a livello nazionale che all’interno dell’Unione Europea e della NATO, oltre a collaborazioni multinazionali.

La sua funzione primaria consiste nel mantenere una presenza costante nell’area del Mediterraneo, controllare le acque territoriali italiane con dispositivi aeronavali e supporto terrestre, collaborare con le forze navali alleate e mantenere una forza di superficie e una forza subacquea in grado di operare autonomamente, garantendo la protezione contro minacce aeree, navali e subacquee.

➤ Curiosità sul vessillo della Marina Militare

La bandiera navale della Marina Militare italiana ha una storia che inizia nel dopoguerra, quando fu istituita attraverso un decreto emanato il 9 novembre 1947 dall’allora Capo dello Stato, Enrico De Nicola.

Questo decreto fu successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 novembre 1947 (numero 275). L’articolo 1 di tale decreto stabiliva che la Bandiera navale della Marina Militare “è composta dal Tricolore italiano, posizionato al centro della banda bianca e sovrapposto dall’emblema araldico della Marina Militare, che rappresenta gli stemmi delle Repubbliche marinare italiane (Venezia, Pisa, Genova e Amalfi), il tutto sormontato da una corona turrita e rostrata.”

Tuttavia, l’uso del tricolore sulle navi ha origini molto più antiche e può essere fatto risalire al 1848, un periodo in cui l’Italia era ancora divisa in vari stati. In quel contesto storico, con il Regio Decreto del 15 aprile di quell’anno, il Re Carlo Alberto dispose che “la stessa bandiera, quale simbolo dell’unione italiana, che sventola sulle schiere da Noi guidate a liberare il sacro suolo d’Italia, sia inalberata sulle Nostre navi da guerra”. Queste navi avrebbero innalzato come bandiera nazionale il tricolore italiano (verde, bianco e rosso) con lo scudo di Savoia al centro, sormontato da una corona.

Un altro momento significativo nella storia dell’emblema della Marina Militare avvenne il 30 dicembre 1939, quando il Sottosegretario di Stato per la Marina, Ammiraglio d’Armata Domenico Cavagnari, fece una richiesta alla Regia Consulta Araldica del Ministero degli Interni. Questa richiesta era volta a ottenere il riconoscimento di un emblema araldico per la Marina, all’epoca nota come Regia Marina. L’emblema doveva essere “saldato in bronzo sulla prua delle navi” e doveva riunire “emblemi caratteristici della Marina imperiale di Roma, delle Repubbliche Marinare di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi e della Marina imperiale“. Al centro dello stemma proposto da Cavagnari si trovava lo scudo sabaudo, affiancato dal fascio littorio. Questo stemma rappresentava le radici della marineria romana e era sormontato dalla Corona turrita e rostrata, un emblema di onore e valore conferito dal Senato romano ai comandanti di imprese navali e conquistatori di terre e città oltremare.

Questo emblema proposto dall’Ammiraglio Cavagnari fu poi concesso attraverso un Regio Decreto nel mese di aprile 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ la fine del 1947 quando, l’allora Presidente Enrico De Nicola istituisce la “Bandiera navale” della Marina Militare della Repubblica Italiana epurandola dal blasone sabaudo e dai due fasci littori a seguito del Referendum del 1946.

 

➤ Bandiere collegate a quella della MM

  • Francia

➤ Bandiere correlate al vessillo della Marina Militare

  • Italia
  • Bompresso

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