Bandiera Svizzera ha ratio ufficiale: [1:1]
➤ Impiego e utilizzo della Bandiera Svizzera
Per tutti solo a terra. È tollerato l’uso per la navigazione civile.
➤ Il significato del vessillo della Svizzera
Su campo rosso quadrato, la croce piana e scorciata bianca.
Oggi, per la Svizzera il suo simbolo più importante in assoluto è la croce bianca detta croce federale. Il suo significato è quello di ricordare l’alleanza esistente tra i cantoni intercorsa grazie ai Patti Federali di solidarietà che i cantoni storici contrassero tra di loro nel corso dei secoli. Il primo fu quello stipulato sul Praticello del Grütli nel 1291, nel giorno convenzionale del 1° agosto che oggi è considerato la festa nazionale svizzera, cioè l’anniversario. La scelta di usare la croce è per ricordare che i patti di solidarietà furono giurati davanti a Dio.
Nell’Evo Contemporaneo, questo segno grafico, agli inizi del XIX secolo è stato posto su stemma e intorno alla metà del secolo, anche sul vessillo. Entrambi hanno uno sfondo rosso, e per questo aspetto la denominazione del drappo che viene impiegata comunemente è di bandiera rosso-crociata.
Questa caratteristica di avere lo stemma e la bandiera uguali rende la Svizzera l’unico stato al mondo che ha lo stemma e la bandiera con lo stesso segno.
➤ Vessillo svizzero.. altre curiosità
Nell’Alto Medioevo in Svizzera si era diffuso molto il culto di Sant’Urso e di San Vittore, 2 ufficiale romani della legione tebana che alla fine del III secolo furono martirizzati dall’imperatore Massimiano nell’antica Acaunum oggi Saint-Maurice nel Canton Vallese. Essi venivano rappresentati solitamente con la bandiera rossa e la croce bianca.
Anticamente la croce era legata alla Cristianità, e molte comunità sceglievano un vessillo con la croce riprodotta.
Sempre anticamente, il rosso era il colore rappresentante l’autorità suprema, che nel Medioevo era l’imperatore del Sacro Romano Impero che esercitava il potere su gran parte dell’Europa ed anche sulla Svizzera.
Oggi il drappo Svizzero per la comunità internazionale è simbolo e di buoni uffici, cioè la capacità di mediare tra 2 belligeranti e di agevolare i processi di pace, e di neutralità, infatti è per questo motivo che la Croce Rossa Internazionale l’ha presa come spunto.
A partire dal XIII secolo fino al XX secolo il significato era anche di forza militare, poiché gli Svizzeri furono dei mercenari molto professionali, temuti e rispettati. Molti contingenti militari svizzeri, agli ordini dei sovrani europei, portavano bandiere che avevano il campo rosso come base, la croce piana e altre decorazioni colorate, tra cui la più conosciuta erano le fiamme uscenti dal centro del vessillo.

➤ Storia della bandiera svizzera
Sappiamo che la croce, dalla seconda metà del IV secolo durante l’Impero Romano, divenne uno dei simboli ufficiali del Cristianesimo e in breve tempo diventò quello principale, ruolo che ancora oggi ricopre. Essa comparve sulle monete e sui vessilli delle legioni romane. Anche i vari regni latino-germanici utilizzarono la croce come simbolo di potere e autorità, poiché non c’era la moderna divisione tra potere temporale e religioso. Di conseguenza, l’autorità non proveniva, come oggi, dal popolo, bensì da Dio, e su questa base, il clero ne ricavava una prerogativa importante.
Il papa assegnava vessilli con la croce ben in evidenza ai condottieri che intraprendevano guerre con una connotazione religiosa, come ad esempio Guglielmo il Conquistatore quando partì alla conquista dell’Inghilterra nel 1066. Oppure ai partecipanti alle Crociate (1095-1272) che si impegnavano a combattere in Terrasanta per liberare i luoghi sacri al Cristianesimo. Il pontefice permetteva di fregiarsi della croce, infatti questi venivano detti Cruce signatus. La croce veniva cucita sui vestiti e, dalla Seconda Crociata (1147-1150) in poi anche sulle bandiere. Tra i crociati ci furono anche imperatori del Sacro Romano Impero, come Federico I il Barbarossa (1152-1190) che vi trovò la morte. I nobili erano obbligati ad aderire, poiché il papa, in caso di disobbedienza, li poneva al di fuori della comunità con la scomunica. Questo metteva a rischio il loro potere, poiché chiunque avrebbe potuto sostituirli in qualsiasi modo senza incorrere in penitenze o pene per i peccati e i reati commessi.
Le prime bandiere con la croce piana, che occupava tutto il campo senza l’aggiunta di figure geometriche, presumibilmente comparvero intorno al XII secolo.
➤ Significati religiosi e storici
Nell’iconografia religiosa in senso stretto, la bandiera aveva il più delle volte il campo bianco e la croce rossa e il meno il campo rosso e la croce bianca. Era dipinta e prendeva il nome dal concetto religioso rappresentato: la bandiera della Resurrezione, la bandiera di Cristo, la bandiera della Vittoria (di Cristo sulla morte), la bandiera della Chiesa e la bandiera mariana.
Contemporaneamente, in Europa e soprattutto nell’Italia Settentrionale, nel XII e XIII secolo, si diffuse il vessillo crociato per la facilità di reperibilità dei colori bianco e rosso e per la semplicità del disegno. La croce era da pressappoco un millennio il simbolo del potere sia spirituale che temporale.
La bandiera con la croce rossa e il campo bianco era la più comune (Milano, Genova, Bologna, Alessandria, Padova, Friburgo in Germania, Barcellona in Spagna, ecc.), quella coi colori invertiti cioè croce bianca su campo rosso era meno diffusa (Novara, Como, Pavia, Vicenza, Asti, Vienna, Savoia, Danimarca, ecc.). Altre combinazioni cromatiche, come ad esempio gialla-azzurra (Verona, Parma, Modena, ecc.) e rossa-gialla (Lodi e Ancona) erano meno frequenti.
Inizialmente, non c’era la preoccupazione di dotarsi di un drappo che avesse la caratteristica dell’unicità perché poteva andare bene anche un vessillo che era perfino poco identificante. Nel Basso Medioevo, esistevano 2 partiti che si rifacevano ai 2 poteri universali di allora che il più delle volte si contrapponevano: la fazione dei Guelfi, che appoggiava il papa ed aveva vessilli con la predominante presenza del bianco (quindi portavano la croce rossa) e quella dei Ghibellini, che sostenevano l’imperatore ed usavano preferibilmente i drappi dove prevaleva il colore rosso e di conseguenza la croce su di essi veniva tinta di bianco.
➤ Continuazione storia della bandiera svizzera
Poiché l’Europa era interamente cristianizzata, la croce nel Medioevo era un simbolo ampiamente conosciuto e usato su molte bandiere, a ricordare anche che l’elemento che univa la comunità era la comune fede nel Cristianesimo.
La prima attestazione di una bandiera imperiale rossa con la croce bianca (in precedenza era un drappo completamente rosso) riguarda Enrico VI di Hohenstaufen detto il Severo (1190-1197) e ne abbiamo testimonianza dal fatto che il sovrano tedesco promesso crociato il 6 giugno 1195 investì il Comune di Cremona della Signoria di Crema, e quindi concesse l’utilizzo della sua insegna imperiale rossa con croce bianca (in tedesco Reichsfahne) soprannominata anche Blutfahne (= bandiera sanguinolenta in latino vexillum sanguinolentum).
Nel Sacro Romano Impero la Blutfahne era un simbolo molto importante perché rappresentava l’autorità suprema e il diritto di amministrare l’alta giustizia, e quindi il potere di infliggere la pena suprema, quella mortale appunto “sanguinolenta”; era un’importante prerogativa dell’imperatore che veniva concessa a chi godeva di autonomia come fidati feudatari oppure comunità rurali oppure comunità urbane che divenivano città libere che ricevevano il privilegio dell’immediatezza imperiale cioè la vantaggiosa dipendenza diretta dall’imperatore senza mediazione di un feudatario.
➤ Canton Svitto
Nel 1240 il Canton Svitto ricevette dall’imperatore Federico II di Hohenstaufen (1211-1250) l’immediatezza imperiale e la bandiera completamente rossa, detta Blutfahne. Questo drappo oggi ha nell’angolo in alto vicino all’asta una piccola e sottile croce greca bianca aggiunta ufficialmente nel 1815, infatti era una delle 2 forme in uso all’epoca per la croce federale. Spesso il vessillo di Svitto viene erroneamente e sbrigativamente indicato da frettolosi studiosi come la primitiva bandiera della Svizzera. No, semplicemente il Canton Svitto ha sempre avuto il drappo completamente rosso, e nelle varie epoche a volte ospitava nell’angolo in alto a sinistra una scena religiosa come la crocifissione dove Gesù Cristo era sul crocifisso e ai suoi piedi erano stanti la Madonna a sinistra e San Giovanni a destra. Altre volte quando le truppe dei cantoni confederati andavano in battaglia, i battaglioni utilizzavano delle piccole bandiere di livrea su cui ai colori cantonali veniva sovrapposta la croce federale bianca preferibilmente sull’area di colore rosso e secondariamente su quella di colore azzurro o nera. Nel caso del Canton Svitto la bandiera era piccola e di conseguenza la croce era centrata, ma voleva solo significare che lo Svitto era della Confederazione Svizzera.
Invece è giusto ricordare che il Canton Svitto ha avuto un ruolo importante per la Svizzera perché etimologicamente la denominazione arriva dal suo nome e il colore rosso della sua bandiera ha influenzato anche la bandiera nazionale, ma la croce sulla bandiera nazionale non viene dal Canton Svitto è una pura coincidenza.
➤ Continuazione storia della bandiera svizzera
La Svizzera fu costituita nel 1291 con il primo Patto Federale (poi ne seguirono molti altri) stipulato tra i 3 cantoni di Untervaldo, Uri e Svitto che sono chiamati Paesi Forestali. Sono tutti ubicati attorno all’odierno Lago dei 4 Cantoni e si trovano ai piedi dello strategico Passo del San Gottardo.
La confederazione nacque sostanzialmente perché, con la morte del sovrano del Sacro Romano Impero Rodolfo I d’Asburgo (1273-1291) i Paesi Forestali temevano che il prossimo monarca degli Asburgo avrebbe riprovato a revocare la loro autonomia e quindi si allearono tra di loro per essere più forti nel difendere la propria autonomia acquisita grazie all’immediatezza imperiale.
All’epoca delle guerre d’indipendenza e di espansione della Svizzera, che segnarono i primi secoli, cioè dal XIII all’inizio del XVI secolo la Confederazione Elvetica si ingrandì fino a raggiungere le dimensioni che ha attualmente, con alcune lievi modifiche territoriali avvenute nel periodo XVI-XIX secolo.
I cantoni svizzeri avevano tutti bandiere quadrate poiché nel Medioevo era una forma molto in voga e oggigiorno soltanto 2 stati al mondo hanno vessilli quadrati: la Svizzera e il Vaticano che anch’esso vanta un’esistenza molto lunga.
Ogni cantone combatteva con il proprio vessillo anch’esso quadrato, non esisteva nessuno stendardo confederale ma come segno di riconoscimento per l’appartenenza all’alleanza, i soldati portavano soltanto una croce bianca di lino ricamata, che generalmente veniva apposta sul tessuto o su una pezza il più delle volte rosso e il meno delle volte azzurro e ancora meno nero. La prima attestazione è del 1339, quando comparve sugli indumenti dei militari nella Battaglia di Laupen, dove la Confederazione Elvetica, alleata alla città di Berna, sconfisse gli Asburgo e i loro alleati.
➤ Medioevo per la Svizzera
Gli Svizzeri, in questi primi secoli di esistenza della loro confederazione, furono molto osteggiati e combattuti dai potenti feudatari regionali, soprattutto dagli Asburgo. Tuttavia, grazie alle numerose vittorie dimostrarono il loro valore militare.
Il territorio della Svizzera all’epoca aveva un’economia molto povera poiché la montagna permetteva una scarsa agricoltura e una pastorizia di sussistenza e quindi il mercenariato fu molto praticato tanto da diventare l’attività principale per la Svizzera.
Nei secoli successivi i cantoni continuarono ad usare le loro insegne e come segno di appartenenza alla Confederazione, la croce federale veniva riportata anche sulle armi. Dopo la metà del XV secolo, molte alleanze simili presenti nel Sacro Romano Impero si sciolsero, mentre la Confederazione Svizzera riuscì a rimanere in vita.
Poiché molti Svizzeri prestavano servizio militare negli eserciti del Sacro Romano Impero, la bandiera di guerra rossa con la croce bianca divenne familiare e con lo scorrere dei secoli fu ovvio che avrebbe ispirato l’emblema nazionale. Questa stessa dinamica storica la si incontra diverse volte, infatti fu così anche per il Ducato di Savoia e per il Regno di Danimarca.
In sintesi nei primi secoli della Confederazione Svizzera, i cantoni svizzeri si dovettero difendere dai potenti vicini e successivamente attuarono delle politiche di espansione spingendosi e quando i cantoni andavano in guerra ognuno usava solitamente il suo vessillo. Nelle piccole spedizioni militari usavano delle piccole bandiere con i colori del cantone senza segni complessi e la presenza di una croce bianca a ricordare l’appartenenza all’alleanza, comunque il concetto era che i cantoni quando andavano in guerra usavano i loro drappi. Poche volte da circa il 1470, come ci testimoniano un paio di manoscritti coevi, comparve a rappresentare la Confederazione Svizzera, la bandiera rossa con la croce bianca piana e la particolare forma triangolare ma probabilmente anche quella quadrata.
➤ Dal 1500 la Svizzera..
Nel 1515 durante le Guerre d’Italia (1494-1559) gli Svizzeri furono sconfitti nella Battaglia di Marignano (l’odierna Melegnano) nota anche come Battaglia dei Giganti, e in conseguenza di ciò firmarono nel 1516 con la Francia la cosiddetta pace perpetua, perché da quel momento in poi la Confederazione smise la sua politica espansionistica e divenne neutrale. In conseguenza di ciò la bandiera della confederazione non fu più impiegata, perché non c’era più occasione per i cantoni svizzeri di ingaggiare guerre. Di contro, i mercenari svizzeri al servizio di stati stranieri usarono vessilli molto colorati e complessi alla cui base del disegno c’era la bandiera della Confederazione Svizzera rossa con la croce piana snella.
Nel 1648, con la Pace di Vestfalia che pose fine alla Guerra dei Trent’Anni (1618-1648) che ebbe per teatro l’Europa centrale, la Svizzera si vide riconosciuta a livello internazionale l’indipendenza e la sovranità piene dall’imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando III d’Asburgo (1637-1657).
Nel 1798 la Svizzera fu invasa dalle truppe Francesi di Napoleone e la Confederazione fu sostituita con la Repubblica Elvetica di impronta istituzionale centralista che differiva totalmente con l’istituzione precedente. Con la nuova repubblica giacobina per la prima volta fu legiferata la bandiera ufficiale il Tricolore verde-rosso-giallo.
Il malcontento generato convinse Napoleone Bonaparte a emanare l‘Atto di Mediazione firmato il 19 febbraio 1803 che determinò la fine della Repubblica Elvetica, il ripristino del federalismo, l’istituzione di nuovi cantoni e il ritorno alla croce bianca come simbolo dell’alleanza, sennonché senza indicare ufficialmente la bandiera svizzera.
➤ 1800: Un secolo particolare per la Svizzera..
Nel 1815, il parlamento svizzero adottò il sigillo statale, raffigurante una croce greca scorciata, cioè avente tutti e 4 i bracci lunghi uguali. Come aspetto della croce fu scelto quello presente sulla medaglia federale del 1547, il cosiddetto Patenpfennig o medaglia battesimale di Jacob Stampfer, che mostrava una croce molto snella.
Da questo momento molte associazioni e parte della popolazione iniziarono a sventolare bandiere rosse con al centro la croce scorciata senza che vi fosse una legge che ne definisse i dettagli. Tuttavia, la forma di queste bandiere differiva: i bracci della croce erano spesso disegnati con lunghezza e ampiezza uguali, perdendo così la snellezza della croce originale. Questo disegno, invece, si rifaceva alla medaglia in argento, chiamata Bundestaler di Jacob Stampfer datata al 1296 ma fusa intorno al 1546.
Queste bandiere nacquero spontaneamente dal sentimento di appartenenza alla nazione e furono adottate per esporre al centro la storica croce bianca. In ambiti statali ottennero successo soprattutto nel settore militare, tanto che i vari cantoni fornirono ai propri battaglioni militari oltre all’ordinario vessillo cantonale, anche la bandiera rossa crociata, nonostante fosse stata regolamentata. Il primo a distribuirla fu il Canton Argovia nel 1833 e il 21 luglio 1840 il Parlamento decise di introdurre questa bandiera per tutti i battaglioni di fanteria, stabilendone per il momento il solo uso militare.
Nel 1841 venne fornito il primo modello, che prevedeva una croce costituita da 5 quadrati disposti a croce, in modo che i bracci avessero la lunghezza e la larghezza identiche. Pertanto il disegno riprendeva molto similmente il Bundestaler di Jacob Stampfer del 1546 e questa forma da questo momento eclissò quella della medaglia battesimale del 1547 di Jacob Stampfer, con la croce snella.
➤ Storia della bandiera svizzera: Verso l’attualità
Nel novembre 1847, dopo il breve conflitto civile noto come Guerra del Sonderbund, fu possibile mettere a punto la Costituzione del 1848, molto innovativa perché introdusse per la prima volta in Europa la democrazia rappresentativa. Con questa nuova costituzione, la moderna Confederazione Svizzera fu fondata, passando da una confederazione effettivamente a uno stato federale, come è attualmente. In questo conteso, fu formalizzata anche la bandiera federale svizzera, sebbene fosse specificatamente destinata all’uso militare.
Nel 1874, con un miglioramento della Costituzione svizzera, fu introdotta la democrazia diretta, rendendo la Svizzera l’unico stato al mondo a praticarla a un livello così alto. Tuttavia, non furono emanate disposizioni riguardanti il vessillo.
A seguito di polemiche sorte negli anni ‘80 del XIX secolo riguardo al fatto che la croce federale non corrispondeva esattamente allo stemma (era snella) e che sulla bandiera risultava goffa e poco elegante, il 12 dicembre 1889 l’Assemblea Federale emise una legge che stabiliva la forma che la croce federale doveva avere sia sul drappo che sullo scudo e cioè che la lunghezza del braccio doveva essere superiore di 1 sesto a quella della sua ampiezza. Questo disegno è ancora quello attualmente in vigore, poiché conferisce una sembianza più armonica alla croce. Inoltre, durante questa occasione fu definito che la bandiera era destinata all’uso di terra per tutti gli scopi, mentre in precedenza era stata designata esplicitamente per l’uso militare.
➤ Storia della bandiera svizzera: ultimi aggiornamenti
Legge federale 232.21 del 21 giugno 2013 sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici stabilisce con precisione, oltre alle palesi dimensioni, anche i colori secondo le moderne tecniche di stampa e di visualizzazione.
Un’informazione importante è che la bandiera dell’organizzazione umanitaria mondiale della Croce Rossa Internazionale, si basa sulla bandiera svizzera, ma con i colori invertiti, mostrando un campo bianco e con una croce rossa. Questa scelta non voleva simboleggiare il Cristianesimo, ma la neutralità dell’istituzione caritatevole. La sede della Croce Rossa Internazionale è a Ginevra e fu fondata nel 1863 da uno svizzero ginevrino di nome Henry Dunant (1828-1910).
Una curiosità comune è che le bandiere dei paesi alpini sembrano richiamare segni matematici, con la bandiera della Svizzera che ricorda il segno aritmetico dell’addizione (+), mentre quella dell’Austria ricorda il segno della sottrazione (-).

➤ Curiosità sulla bandiera della Svizzera e i suoi colori
Origini antiche: La forma della croce svizzera ha radici antiche e si ritiene che sia stata influenzata dalla croce di Sant’Andrea, il santo patrono della Scozia. La croce di Sant’Andrea ha la forma di una X, e la croce svizzera è basata su questa forma.
Data di adozione: La bandiera svizzera nella sua forma attuale, con una croce rossa su sfondo bianco, è stata adottata come simbolo nazionale nel 1848. Tuttavia, le origini della croce svizzera risalgono a molto prima, con alcune testimonianze che risalgono al XIV secolo.
Leggenda di fondazione: Secondo la leggenda, la croce svizzera ha origine dalla battaglia di Laupen nel 1339, durante la quale il cielo sopra il campo di battaglia si oscurò improvvisamente e una croce rossa apparve nel cielo, ispirando i soldati svizzeri a vincere la battaglia.
Neutralità svizzera: La bandiera svizzera è diventata un simbolo internazionale di neutralità e pace, riflettendo la politica di neutralità della Svizzera. Il paese non è coinvolto in conflitti militari esterni dal 1815, e la sua neutralità è sancita da leggi internazionali.
➤ Altre curiosità sulla bandiera
Utilizzo della croce rossa: La croce rossa sulla bandiera svizzera è stata adottata anche come simbolo dell’organizzazione umanitaria internazionale Croce Rossa. Questo simbolo è utilizzato per identificare gli operatori sanitari e il personale umanitario in tutto il mondo.
Forma particolare della croce: La croce svizzera ha una forma particolare con bracci di lunghezza uguale, nota come croce di Sant’Andrea. Questa forma si distingue dalle croci tradizionali, come la croce latina, e conferisce alla bandiera svizzera una silhouette unica.
Usi culturali e commerciali: Oltre ad essere utilizzata come simbolo nazionale e umanitario, la croce svizzera è spesso associata a prodotti svizzeri di alta qualità, come cioccolato, orologi e prodotti alimentari. La sua presenza su un prodotto spesso suggerisce una certa garanzia di qualità e precisione.
➤ Dettagli tecnici sulla Bandiera Svizzera
Legge federale 232.21 del 21 giugno 2013 sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici (detta anche Legge sulla protezione degli stemmi anche abbreviata in LPSt) specifica bene i dettagli del disegno tecnico.
Nell’allegato 2 è riprodotto il modello della bandiera che è quadrata quindi di proporzione [1:1] e composta di 32 unità per lato. Su campo rosso la croce bianca è posta al centro e ha i bracci lunghi 20 unità e larghi 6 unità, e dista 6 unità dal bordo.
I colori sono:
- bianco;
- rosso; Pantone 485 C/ 485 U; RGB 255 0 0; CMYK 0 100 100 0; Esadecimale #FF0000; Scotchcal 100 -13; RAL 3020 rosso traffico; NCS S 1085-Y90R.
In precedenza il rosso non era definito in quale tonalità fosse da impiegare e quindi è facile imbattersi in vecchia documentazione che riporta il Pantone 1805 (CMYK 0 91 100 23).
Il lato della bandiera è di 32 unità mentre quella della croce federale è di 20 unità. Questo rapporto 32:20 (=1,6) riprende il rapporto aureo (1,61).
Quando ci sono altre bandiere svizzere la bandiera nazionale della Svizzera per importanza occupa sempre la posizione d’onore.
Nel caso in cui la Svizzera stia ricevendo come ospiti una delegazione di uno stato estero oppure di una organizzazione internazionale, allora il drappo elvetico cede il posto d’onore al vessillo degli ospiti e si posiziona al secondo posto.
➤ Altri dettagli tecnici sulla Bandiera Svizzera
Il posto d’onore è il primo in ordine d’importanza e cambia a secondo del numero dei vessilli esposti:
- nel caso di 2 il posto di onore è a sinistra di chi guarda;
- nel casi di 3 drappi, è la posizione centrale; il secondo posto è a sinistra e l’ultimo a destra;
- nel caso di 4 drappi, il posto d’onore è la seconda posizione a sinistra per chi guarda, poi viene la seconda posizione da destra, poi la prima di sinistra e in fine la prima di destra.
Molto di frequente oltre alla bandiera nazionale vengono issate anche tutte le bandiere cantonali cosa che non avviene di frequente negli altri stati del mondo.
C’è un ordine da seguire che è quello dato presente nella Costituzione federale della Confederazione Svizzera all’articolo 1 quando viene fatto l’elenco dei cantoni:
- Zurigo,
- Berna,
- Lucerna,
- Uri,
- Svitto,
- Obvaldo,
- Nidvaldo,
- Glarona,
- Zugo,
- Friburgo,
- Soletta,
- Basilea Città
- Basilea Campagna,
- Sciaffusa,
- Appenzello Esterno,
- Appenzello Interno,
- San Gallo,
- Grigioni,
- Argovia,
- Turgovia,
- Ticino,
- Vaud,
- Vallese,
- Neuchâtel,
- Ginevra,
- Giura.
La risoluzione federale del 12 dicembre 1889 (RS 111) sul Foglio Federale 1889 III 747-748 è il documento ufficiale che determinava la proporzione dell’odierna croce federale: “Lo stemma della Confederazione è una croce bianca verticale, libera [= scorciata], in campo rosso, i bracci della quale, uguali fra loro, sono di 1 sesto più lunghi che larghi”.
➤ Bandiere collegate a quella della Svizzera
- Svizzera – marittima
➤ Bandiere correlate allo stendardo svizzero
- Georgia
- Islanda
- Norvegia
- Svezia
- Finlandia
- Danimarca
- Grecia
- Croce Rossa Internazionale
- Vaticano





















