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Bandiere per barche

Bandiere per yacht,barche e natanti

Le bandiere a bordo di un’imbarcazione non sono semplici decorazioni: sono il linguaggio visibile dell’etichetta marinara, un codice antico che racconta identità, rispetto e appartenenza. Che si tratti di uno yacht a motore, di una barca a vela, di un gommone o di qualsiasi natante, conoscere le regole sull’uso corretto delle bandiere distingue il vero marinaio da chi va semplicemente in barca.

La bandiera nazionale è la più importante tra tutte quelle che si issano a bordo. Va esposta dalle ore 8 del mattino fino al tramonto quando si è in porto, e sempre durante la navigazione. Rappresenta la nazionalità dell’imbarcazione — cioè il paese in cui è stata immatricolata — e non necessariamente quella dell’armatore. Va tenuta in perfetto stato, issata il più a poppa possibile: sullo strallo o su un’apposita asta per le barche a vela, sull’antenna o su un’asta dedicata per le unità a motore. I natanti non hanno l’obbligo di esporla, ma farlo è sempre segno di buona cultura marinara. La bandiera nazionale serve anche per il saluto alle navi militari: si ammaina lentamente a metà altezza, si attende la risposta della nave, poi la si reissa a segno.

La bandiera di cortesia è quella del paese straniero nelle cui acque si naviga. Issarla è buona norma oltre che segno di rispetto verso la nazione ospitante. Su una barca a vela va posizionata sotto la crocetta sul lato di dritta; su un’unità a motore va invece a destra dell’antenna o dell’alberetto porta fanali. Una barca italiana che naviga in Croazia, per esempio, esporrà la bandiera croata nel posto corretto. Da non confondere: in acque italiane, una barca straniera espone la bandiera italiana istituzionale, non quella del diporto con lo stemma delle Repubbliche Marinare.

Affine alla bandiera di cortesia è la bandiera di libera pratica, meglio nota come bandiera gialla, corrispondente alla lettera Q del Codice Internazionale dei Segnali. Si issa all’ingresso nelle acque di un paese extracomunitario per comunicare alle autorità che si è diretti al porto per le operazioni doganali e che l’equipaggio è in buone condizioni di salute. Nessuno può lasciare l’imbarcazione finché le pratiche non sono completate.

La bandiera armatoriale contraddistingue il proprietario dell’imbarcazione e può essere scelta liberamente, purché non assomigli a bandiere già esistenti. Può avere forma quadrata o triangolare. Si issa quando l’armatore sale a bordo e si ammaina quando scende. La sua posizione varia in base al tipo di imbarcazione: a sinistra sugli yacht a motore, sulla crocetta principale di sinistra per le barche a vela ad albero singolo, sull’albero prodiero per quelle a due alberi. Se a bordo è presente un’alta autorità — un capo di stato, un principe — la bandiera armatoriale cede il posto a quella istituzionale.

Il guidone sociale è invece il simbolo del circolo nautico cui è iscritta l’imbarcazione o associato l’armatore. A differenza di tutte le altre bandiere, può rimanere issato giorno e notte, sia all’ancora che in navigazione, e viene ammainato solo quando la barca è in disarmo. Non è corretto issare contemporaneamente i guidoni di più circoli.

Infine, il Gran Pavese è il vestito da festa dell’imbarcazione: una sequenza di bandiere del Codice Internazionale dei Segnali in ordine alfabetico, che si distende dalla prua alla poppa passando in testa agli alberi. Si issa in occasione di feste nazionali, inaugurazioni ufficiali, vari e ricorrenze solenni, solo durante la permanenza in porto. Chi non dispone di una serie completa utilizza il Piccolo Pavese, con la sola bandiera nazionale in testa all’albero.

Rispettare queste regole significa onorare una tradizione secolare che rende il mare non solo uno spazio di libertà, ma anche di civiltà e rispetto reciproco.